di Mario Folliero
Subito una precisazione: «Si chiama Francesco e non Francesco I. Francesco e basta». Padre Federico Lomabrdi siede un’ennesima volta in questi giorni densi davanti ai tanti giornalisti nella Sala stampa vaticana, per spiegare, raccontare, precisare quanto il mondo intero chiede di sapere del nuovo Pontefice. Innanzitutto il nome, su cui ieri sera nelle prime fasi concitate dell’annuncio è in alcuni casi stato arricchito del numero ordinale. Papa Bergoglio ha scelto un nome «di evidente sapore evangelico – ha aggiunto Lombardi -, Francesco e non Francesco I. Il prossimo potrà chiamarsi Secondo, questo è
Francesco e basta».
Poi la voce sulla visita odierna al predecessore. “Ieri Papa Francesco ha telefonato a Benedetto XVI a Castel Gandolfo, dopo aver ringraziato e fatto pregare il popolo per lui, non dobbiamo aspettare che da un momento all’altro vada fisicamente a Castel Gandolfo, non dovete pensare che sia oggi o domani: il contatto, il dialogo, il saluto e ringraziamento ha avuto luogo. Quando andrà ve lo faremo sapere”, ha detto ai giornalisti il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.
Lombardi ha fatto anche alcune annotazioni che descrivono l’animo e il carattere di Papa Francesco. “Nella Cappella Sistina per l’atto di omaggio dei cardinali” Papa Francesco “lo ha ricevuto stando in piedi davanti all’altare e senza sedersi sul seggio”. Durante la «cena festosa” con i cardinali nella Casa di Santa Marta, ieri sera dopo l’elezione, la battuta scherzosa del nuovo pontefice rivolta ai cardinali è stata “Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto”.
Dopo l’elezione e la benedizione dalla Loggia ieri era stata preparata per Papa Francesco “l’auto solenne, targata Scv1 e invece il Papa ha voluto andare sul pulmino insieme agli altri cardinali”.
Sull’abito del Papa, indossato ieri senza l’ormai «famosa» mozzetta, «la croce è la stessa che Bergoglio aveva prima anche da vescovo: una croce piuttosto semplice e non d’oro”. Lo ha confermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. “Ci ha colpito – ha detto il portavoce questo atteggiamento pastorale del vescovo di Roma e anche il rapporto con la comunità diocesana testimoniato dall’aver voluto accanto il vicario di Roma mentre dalla Loggia chiedeva la preghiera del popolo su di lui, prima di dare la benedizione”.
Un’altra curiosità, rivelata da Lombardi, è che stamattina “su una delle auto della gendarmeria, senza nessun corteo, il Papa dopo aver visitato Santa Maria Maggiore è andato alla Casa del clero di via della Scrofa dove
abitava nei giorni del preconclave e ha pagato il conto per dare il buon esempio”.
LA PRIMA GIORNATA DA PAPA
Il primo gesto della prima mattina da Papa è stato pregare. Papa Francesco, come ha promesso ieri sera nel suo primo saluto da Pontefice, stamattina ha pregato la Madonna. È è arrivato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, una delle principali di Roma, e si è raccolto alcuni minuti davanti all’icona di Maria Salus Populi Romae. Con il Papa c’erano il prefetto della Casa Pontificia, mons. George Gaenswein, e il vice prefetto Leonardo Sapienza.
Una “visita privata” perchè Papa Francesco è “affezionato” alla basilica. Quando era ancora il cardinale Jorge Mario Bergoglio ogni volta che si trovava a Roma era solito andare a pregare nella Cappella Paolina, dove c’è l’immagine della Madonna Salus Populi Romani.
«Siate misericordiosi verso le anime, ne hanno bisogno. Pregate per me”. Sono le parole dette da Papa Francesco ai padri domenicani penitenziari (chiamati “i confessori del Papa”) della basilica di Santa Maria Maggiore.
Dopo il silenzio della preghiera Papa Francesco – accompagnato dal prefetto della Casa pontificia George Gaenswein e il viceprefetto padre Leonardo Sapienza – e insieme a monsignor Emilio Silvestrini, canonico liberiano di Santa Maria maggiore e ai domenicani e ai francescani della basilica, ha intonato il canto mariano “Salve Regina”. il Papa è poi andato a pregare nella cappella realizzata in ricordo di Sisto V, e poi si è fermato davanti alla tomba di San Pio V. Alla fine ha voluto salutare uno per uno tutti i presenti e a ognuno ha rivolto alcune parole. “Voi siete i confessori – ha detto il Papa ai domenicani – misericordia, misericordia, misericordia. Siate misericordiosi verso le anime, ne hanno bisogno. Pregate per me”. Alla fine il pontefice è andato nella sacrestia ed ha salutato i dipendenti della basilica.
“È stato un incontro con un padre e non con un Papa”, ha commentato padre Ludovico Melo, confessore della basilica. “Sembrava fosse stato sempre Papa – ha aggiunto l’altro padre domenicano, Elio Monteleone – non era nè imbarazzato, nè intimorito, ma molto sereno”.
Dopo la visita di preghiera nella basilica di Santa Maria Maggiore, si è recato in auto alla ‘Domus Sacerdotalis’ in Via della Scrofa 70 dove ha resieduto prima del Conclave. Il papa ha ritirato nella Casa del Clero i suoi effetti personali che aveva lasciato prima di entrare nella Casa di Santa Marta in Vaticano per i lavori del Conclave.
La vettura a bordo della quale ha viaggiato questa mattina Papa Francesco dal Vaticano verso la Basilica di Santa Maria Maggiore e ritorno non è l’ammiraglia del parco auto dello Stato del Vaticano. Infatti non è targata SCV 1, ma SCV 3578. Anche questa una novità o curiosità del nuovo pontificato, insieme alla decisione immediata presa ieri sera di uscire subito nella città di Roma, sia pure per un’ora o poco più tra andata e ritorno.
14-3-2013 ore 15.00





