di Domenico Corcione
Per le ultime due interviste a giovani afragolesi impegnati, abbiamo scelto di intervistare due esponenti delle giovanili dei partiti principali della città: oggi incontriamo Gabriele Pappadia, presidente della Giovane Italia Afragola, e la settimana prossima incontreremo Davide Fabiano dei Giovani Democratici.
- Gabriele, presentati ai nostri lettori
Salve, sono Gabriele Pappadia, 29 anni, presidente della giovanile del Popolo della Libertà afragolese. Il mio percorso universitario è stato inizialmente scientifico, in particolare nel campo biotecnologico, e adesso ho iniziato un nuovo programma universitario in Giurisprudenza. Ho avuto un’attività imprenditoriale consolidata nell’ultimo decennio, che ha avuto momenti alti e anche bassi, a causa della crisi. Sono stato segretario del movimento “Nuovacittà per Nespoli” e attualmente sono capocomponente giovanile ed espressione del senatore Vincenzo Nespoli.
- Dal 7 aprile 2010 sei presidente della Giovane Italia; quanto è stato fatto in questi due anni e mezzo di presidenza?
Mi ritengo fondatore, insieme a Giuseppe Tremante, della giovanile del Pdl, nata da un percorso contemporaneo alla nascita del partito grande. E’ nata durante la campagna di ballottaggio del 2008, dal fermento di rinnovamento e di ritorno alla politica che ad Afragola mancava da un decennio. Iniziammo con poche persone, con tante difficoltà; qualcuno è andato via, qualcuno si è aggregato: una vera traversata nel deserto. Mi onoro di essere la guida di questo gruppo umano prima di tutto, abbiamo portato l’orgoglio e la bandiera di Afragola a Roma, a Milano e abbiamo partecipato attivamente alla vita del partito. Anzi, il gruppo giovani si può dire che abbia sostituito il partito, poiché c’è stata molta confusione fra il gruppo consiliare e quello degli eletti, e si può dire che il partito non si sia mai veramente formato per l’incapacità della coordinatrice onorevole Pina Castiello, che è stata distratta, assente ed evidentemente erano più attenti al seggio romano. Molti in questi anni, pensando che le liste fossero scritte a via dell’Umiltà a Roma, non hanno lavorato sui territori, e non parlo solo dell’onorevole Castiello.
- Lavorare con un’amministrazione dello stesso colore politico è sia croce e delizia. Qual è stata la croce e quali le delizie di collaborare con essa?
La cosa difficile è guidare la città quando si è forza di governo. E’ facile essere pro o contro a ogni provvedimento, come hanno fatto i Giovani Democratici in questi anni: salva la stima per loro, a noi non piace questo tipo di opposizione, fatta senza metodo e merito. Noi abbiamo agito con coscienza, essendo anche forza di governo. Ci sono tempi diversi per atteggiarsi in modi diversi, sopratutto in politica. Abbiamo contestato i GD quando contestavano Nespoli o l’istituzione del Forum, strumento che ritengo fallimentare perché ha avuto l’aspetto negativo della politica.
Ci auguriamo che la generazione che verrà porti aria fresca, e anche al vertice della giovanile ci sarà il passaggio di testimone. Con Nespoli siamo critici:; avevamo sognato la nuova Israele, un’immagine idilliaca di una città, avevamo sognato qualcosa di bello, non che l’ordinario diventasse straordinario. Ciò non è stato per in capacità di una classe dirigente che non ha assolto la propria funzione, spesso non si è dato il senso al proprio ruolo di consigliere o assessore, questa classe non ha assolto alla funzione democratica. Il senatore ha passato tre anni e mezzo del percorso amministrativo raccattando il voto della maggioranza, eravamo partiti con 21 consiglieri e siamo finiti che non c’erano nemmeno gli 11 minimi garantiti da una modifica del regolamento. La cosa che più deprime chi è giovane ed è di centrodestra è stato vedere che l’amministrazione è stata retta dai saltimbanchi della sinistra, e vedere consiglieri del centrodestra passare dall’altra parte.
- In tutti i contesti politici, la guida delle giovanile si candida per sottoporsi al giudizio elettorale. Perché non si è candidato?
Nella vita politica di un uomo, ci si trova davanti a delle scelte. Nel 2008 scesi in campo per dare il mio contributo. Mi sono risentito candidato già dopo le elezioni, per la politica non ha scadenze. Vedo associazioni che a 6 mesi dalle elezioni sorgono dal nulla, ma a pro di che? Personaggi spariti dalla scena, come l’onorevole Domenico Tuccillo, riapparire improvvisamente per creare l’alternativa a cosa? Tornando a noi: io non sarò candidato al prossimo turno elettorale. Ma resterò a disposizione per il sostegno a un candidato, e siamo aperti a tutto il centrodestra a questo progetto cui lavoriamo da mesi. Abbiamo presentato Gioventù Afragolese alle elezioni del Forum, ottenendo un buon risultato numerico e facciamo mea culpa, poiché non ha prodotto dal punto di vista qualitativo quell’azione che speravo che avesse avuto. Abbiamo presentato modifiche al regolamento. Da settimane ci stiamo confrontando col senatore Nespoli sul suo programma, su cui abbiamo perplessità; e tra pochi giorni uscirà un manifesto con cui apriremo un ragionamento di merito su ciò che è stato e non è stato, e su ciò che dovrebbe essere la prossima esperienza amministrativa. Ci saranno incontri tra i giovani per sostenere il prossimo sindaco, che di certo non sarà Nespoli, e non vogliamo fare una Giovane Italia camuffata da lista, ma un soggetto più ampio, che si vada a contare nelle urne. Siamo pronti a cambiarci anche le scarpe, gli afragolesi conosceranno le nostre idee, e saremo anche controcorrente se sarà necessario,come dice un amico.
- Siamo all’ultima domanda: cosa consigli ai giovani di questa città?
Io consiglio ai ragazzi di non abbattersi, di studiare, per creare un futuro più radioso per loro, per questa città e fondato sull’impegno, sul merito, e sulla libertà di crescita per ognuno di loro.



