Rassegna Stampa
di Ferdinando Bocchetti
La notizia era nell’aria da mesi, ma arriva ugualmente come un fulmine a ciel sereno: le attività di primo soccorso ambulatoriale territoriale (Psaut) saranno delocalizzate presso i pronto soccorso. A comunicarlo ufficialmente la direzione generale dell’Azienda sanitaria locale Napoli 2 nord, con una missiva inoltrata alle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali. Un provvedimento temuto e fortemente osteggiato nei mesi scorsi dal personale medico e paramedico e che interessa le cinque strutture dei comuni di Afragola, Arzano, Giugliano (Varcaturo), Ischia e Marano, tutte ricadenti nella sfera di competenza dell’Asl Napoli 2 nord. Una delocalizzazione che si tradurrà, in pratica, nella chiusura degli attuali cinque presidi territoriali – che da anni espletano attività di osservazione medica breve e di piccola chirurgia – e nel conseguente trasferimento del personale all’interno delle strutture ospedaliere di Giugliano, Frattamaggiore, Pozzuoli e Ischia. Personale che andrà a rinforzare gli organici dei presidi ospedalieri aziendali. “Tenuto conto che, in tali comuni, i servizi territoriali presenti garantiscono continuità assistenziali – recita il documento sottoscritto da Giuseppe Ferraro, direttore generale dell’Asl Napoli 2 nord – atteso che il vigente divieto di reclutare personale medico, infermieristico e ausiliario ha generato gravi disagi nella funzionalità degli ospedali e in particolare nei servizi di pronto soccorso; rilevata la necessità di razionalizzare le predette attività, nell’intento di un miglior utilizzo del personale medico, si intende provvedere alla delocalizzazione delle attività di primo soccorso ambulatoriale territoriale”. Si tratta di un piano di ricollocazione e riorganizzazione del personale varato quasi in concomitanza con le nuove norme del governo in materia di assistenza (medici di base h 24) ma contro il quale tuttavia, proprio nei mesi scorsi, si sono schierati partiti, comitati civici e associazioni dei comuni di Marano, Giugliano e Arzano, queste ultime promotrici di apposite raccolte firma. Il timore infatti è che la delocalizzazione dei Psaut possa ripercuotersi pesantemente sulla rete dell’emergenza, con il rischio che il 118 venga gravato da ulteriori richieste di assistenza, soprattutto per problematiche sanitarie di minore gravità. Senza considerare, poi, che i pazienti dovranno percorrere molti più chilometri e di conseguenza affrontare più spese. Il servizio offerto dagli Psaut è utilizzato principalmente da tutti quei pazienti affetti da malattie croniche, in primis anziani, che necessitano di cure ospedaliere brevi. “Si parla di delocalizzazione – spiega Mario Cimino, coordinatore del Psaut di Marano – ma in realtà si tratta di una chiusura vera e propria. Un vero e proprio blitz, quello attuato dai vertici aziendali, che arriva prima del pronunciamento finale della Regione e dopo le nostre sollecitazioni a rivedere la questione, anche in considerazione del fatto che passerà ancora del tempo prima che gli studi medici h 24 siano effettivamente operativi”. Il provvedimento adottato dall’Asl Napoli nord 2 non prevede, tuttavia, alcun taglio o delocalizzazione per la Guardia medica e le postazioni Saut (ambulanza di tipo A – rianimativa), dotata di medico di emergenza, infermiere e autista soccorritore.

