1,3 miliardi di tonnellate di alimenti all’anno nel mondo è buttato!

E’ una certezza  lo spreco alimentare è un  fenomeno allarmante e inaccettabile d questi tempi, è arci risaputo, ma i dati diffusi dalla Fao delineano una situazione ancora più inquietante.

Le stime diffuse attraverso il Libro nero dello spreco 2011 (Last Minute Market), infatti, un terzo del cibo prodotto in tutto il mondo finirebbe nella pattumiera, per un totale di circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti all’anno. E la cosa più grave è che la maggior parte dei prodotti vengono buttati quando ancora sono perfettamente consumabili. Accade nel nostro paese dove nel 2010 sono finiti in discarica l’equivalente di 11 miliardi di euro in generi alimentari, ma EuropaUsa non sono da meno con una media di 95-115 kg pro-capite di cibo sprecato ogni anno.

Ridurre lo spreco in tutte le sue forme, prevenire la produzione di rifiuti promuovendo la valorizzazione dei beni invenduti con benefici dal punto di vista ambientale, economico, sociale e nutrizionale. Sono questi i principali obiettivi di Last Minute Market, società nata nel 1998 come attività di ricerca e poi evolutasi come Spin-off dell’Università di Bologna trasformandosi, negli anni, in una realtà imprenditoriale solida, un laboratorio di idee e progetti operante sull’intero territorio nazionale.

Ma le ‘perdite’ di prodotti alimentari interessano tutta la filiera e dalla produzione alla lavorazione fino alla consegna dei prodotti e al loro consumo, il moltiplicatore dello spreco aumenta vertiginosamente. E se nei paesi in via di sviluppo il picco massimo si raggiunge durante la fase di post-lavorazione e raccolta, nei paesi industrializzati il 40% degli alimenti vengono gettati dal consumatore finale e dai grandi distributori.

La filosofia del risparmio unita ad una sempre maggiore attenzione verso l’ambiente sta portando a contenere gli eccessi di uno stile di vita ‘usa e getta’ anche attraverso la rivalutazione del baratto.

Accanto alla raccolta differenziata, infatti, anche un contenimento del desiderio, a volte quasi compulsivo, di spendere acquistando nuovi beni di consumo può essere una soluzione per salvarci dall’invasione dei rifiuti e per riutilizzare gli oggetti già esistenti.
Grazie alle potenzialità offerte dalla rete, il baratto si sta affermando negli ultimi tempi nei luoghi di scambio virtuale, anche se con tutta probabilità sarà necessario ancora qualche anno per la sua affermazione a livello del grande pubblico del web.

In ogni caso, anche in Italia aumenta il numero di iscritti ai siti che sono dedicati allo scambio di oggetti (dai giocattoli ai libri, dai vestiti ai cd) per ridurre i consumi e gli sprechi e contribuire alla tutela dell’ambiente attraverso una minore produzione di rifiuti.
Tra i siti su cui è possibile barattare gli oggetti superflui accantonati in garage o dimenticati nei ripostigli, ci sono alcuni che stanno diventando popolari anche in Italia.

Sempre in Italia, buona parte degli sprechi si verificano sin dalleraccolte dei prodotti agricoli, dove il 3,2 % di frutta e verdura rimangono a marcire nei campi; ciò vuol dire che 15,1 milioni di tonnellate di ottimo cibo non arrivano sui banchi dei mercati e supermercati per ragioni puramente economiche visto che spesso agli agricoltori non conviene raccogliere il prodotto per una scarsa remunerazione dello stesso o per piccoli difetti di pezzatura e/o aspetto.

Ma le ‘perdite’ di prodotti alimentari interessano tutta la filiera e dalla produzione alla lavorazione fino alla consegna dei prodotti e al loro consumo, il moltiplicatore dello spreco aumenta vertiginosamente. E se nei paesi in via di sviluppo il picco massimo si raggiunge durante la fase di post-lavorazione e raccolta, nei paesi industrializzati il 40% degli alimenti vengono gettati dal consumatore finale e dai grandi distributori.

La community di Zero Relativo, ad esempio, si fa portavoce della filosofia del ‘il tuo oggetto è la tua moneta’ ed esclude ogni forma di compravendita per via pecuniaria.
Il sito di Reecycle.it è nato su iniziativa di un dentista di Roma che ha deciso di rinnovare e migliorare i servizi della comunità di scambio Freecycle.it, già esistente anche in Italia per i barters.
Ricicklo.com è un altro portale che si dedica al baratto, ammettendo anche la compravendita on line.

Ma all’estero, e in particolare in America, qual è la situazione?

BookMooch: nuova vita ai vecchi libri scambiandoli online

Uno sguardo oltre i confini nazionali virtuali ci porta a scoprire altri siti dediti al baratto:
Toygaroo.com consente un ricambio periodico di giocattoli per i propri bambini sottoscrivendo uno degli abbonamenti previsti.
Bookmooch, disponibile in Italia all’indirizzo it.bookmooch.com, è una community di scambio per i ‘librofili’ che permette, grazie al sistema di accumulo punti, di richiedere i libri usati preferiti;
Swapclub è una rete di scambio di abbigliamento e accessori di qualità di cui esiste una comunità virtuale anche in Italia reperibile all’indirizzoSwapclub.it

Insomma, le alternative per trovarsi in rete per scambiare o anche regalare oggetti non mancano: cosa aspettiamo a scoprirli?

La redazione

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Gennaro Napoletano - Direttore Editoriale di LaFragolaNapoli.it